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Riflessioni sul progetto che insegna a salvare un bambino

29 aprile 2012 Lascia un commento

Oggi ho passato il pomeriggio leggendo un libro che tratta il rapporto medico-paziente e le sue implicazioni non solo socio-sanitarie ma anche medico-deontologiche, di coscienza, di etica e di altri valori un pochino … persi.

 

La cosa che mi ha colpito di piu’ è che parlando del valore della vita ho “declinato” i contenuti riflettendo sul progetto “Manovre Disostruzione Pediatriche” e sui modi diversi di leggere il progetto nella sua interezza.

Alcuni punti sembravano scritti apposta per fare una riflessione sulla vita , su come salvarla, su come , se non si salva, si entra in meccanismi complessi , distruttivi .

Alcuni concetti sono stati illuminanti: La perdita di un figlio, si legge nel libro, è la perdita definitiva di una parte del SE; la riflessione poi sul senso della nascita di un bambino inquadrata anche attraverso le paure delle neo-mamme: con la nascita del bambino la mamma inizia a prendere il contatto con la morte proiettata sul bambino.

Si possono trovare alcune persone che NON hanno paura della morte, fino a che poi non gli nasce un figlio ( che amano piu’ di se stesse) e quindi poi iniziano a temere la perdita.

 

Definisce un bambino che “non nasce”, o che “nasce e poi perde la vita” come la “soppressione della scintilla della vita”.Parla del bambino come di un “essere che non ha alcuna possibilità di difesa e di cui NOI siamo responsabili!”.

La perdita di una parte importante del SE, ma sopratutto inquadra il VALORE DELLA VITA come in TUTTE le sue forme è in realtà il FONDAMENTO di OGNI BENE.

Concetti che non ho dovuto fare fatica a trovare dentro di me.

 

Sono restato ammirato nel leggere queste riflessioni, ma sopratutto continuo a prendere coscienza che quando ci si adopera per TUTELARE il valore della vita , si ha la percezione di fare qualcosa di grande , MA quando ci si adopera per TUTELARE il VALORE della vita di un BAMBINO….è qualcosa di sovrastante, è qualcosa di atavico e di immenso al tempo stesso dal valore eterno.

 

Ecco credo di aver iniziato a comprendere come mai , insieme a tanti Volontari che sono diventati Istruttori di Manovre Disostruzione pediatriche insegnando a tante famiglie a tutelare la vita dei propri figli, ci siamo tutti un pochino…persi, e non riusciamo a smettere.

 

Entrare in contatto con certe tematiche ( devastanti solo nel pensarle ) in realtà ti aiutano a comprendere ed a spiegare il perchè di tanto interesse, di tanta attenzione.

In Italia perde la vita un ADULTO ogni 7 minuti.E’ una cosa gravissima, spesso muoiono per arresto cardiaco.Se provi a fare una conferenza su questo tema non arrivano tante persone pe rignoranza, scaramanzia, per noncuranza.Quando facciamo grandi lezioni interattive si riempiono ..stadi interi.

All’improvviso il teatro della piccola cittadina non riesce a contenere tutte quelle famiglie, quelle mamme che erano state li solo quando fu eletto il sindaco l’ultima volta.Ma poi nessuno piu’ era riuscito a raccogliere tanta gente.

Ecco perchè….adesso capisco ancora meglio il “PRIMUM MOVENS” di cio’ che si è generato.

 

E sorrido… con un pacifico senso di sovrastante tenerezza verso tutti coloro i quali, ancora non lo hanno compreso fino in fondo.

 

Il libro si intitola “…dell’intimità dell’essere: tra malattia e salute” con prefazione di Umberto Veronesi.Lo ha scritto una Volontaria della Croce Rossa che si chiama Santa Fizzarotti ( edizioni SCHENA)

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il nuovo strumento salvabimbi : “Il Verificatore “degli oggetti pericolosi per mettere al sicuro la vita di ogni bimbo

8 gennaio 2012 Lascia un commento

Cari Amici,

 

Sono qui per condividere  con VOI in anteprima SEI MESI di lavoro ininterrotto sul un sogno che avevo nella mia testa da anni.

Un progetto  che albergava nella mia mente e che aspettava di poter vedere la luce.

I tempi ora sono maturi.

Dopo aver conosciuto mamme che hanno perso i figli,  dopo aver conosciuto mamme che invece li hanno salvati ho sempre pensato che non era possibile che queste famiglie distrutte non avessero un aiuto.

E’ per questo che INSIEME A VOI ho lavorato quasi come fosse un primo lavoro per cercare di formare un numero di Istruttori e FORMATORI  in ogni Regione Italiana talmente grande che Mai – dico MAI_- nessuno aveva mai osato prima tanto in cosi’ poco tempo.E di questo devo dare atto al Commissario Francesco ROCCA che ha creduto sin dal primo giorno in questo progetto dandomi fiducia.I risultati sono sotto gli occhi di tutti: 4000 istruttori formati in 44 mesi, oltre 150  testimonianze scritte di mamme che hanno salvati i figli, aumento della visibilità per la Croce Rossa, aumento del numero dei corsi venduti con notevole indotto economico per la Cri con cui possiamo aiutare i piu’ vulnerabili.

 

Il mio incontro con persone speciali mi ha permesso – dopo una ricerca di anni e dopo averci creduto NONOSTANTE i “venti contrari” che ogni tanto spirano da dovunque, di realizzare il PRIMO STRUMENTO AL MONDO  mai pensato in questi termini che potesse aiutare i GENITORI, i NONNI, le BABY SITTER a capire come salvare un bambino.

La mia domanda era sempre la stessa: che cosa puo’ fare una mamma per essere in grado di salvare il figlio ? oltre ad imparare le manovre che strumenti possiamo dargli ? possibile che chi vive o lavora accanto ad un bambino non possa avere strumenti efficaci ed efficienti ?

Nasce un’idea, una bozza, un pensiero.Si struttura e si confronta.Dopo anni di duro lavoro e dopo incontri “speciali” che ho avuto l’onore e il piacere di fare vede la luce l’oggetto che avevo nella mente.

E’ il  ”VERIFICATORE “, un semplice quanto geniale presidio per controllare la pericolosità degli oggetti se hai  in casa un bambino piccolo.

 

Presentato già all’assessore della Sanità della Regione Puglia  ha già ricevuto il patrocinio e inizia il suo percorso come presidio salvabimbi.

La Regione Puglia sarà la PRIMA REGIONE IN ITALIA a farlo ricevere ad ogni famiglia.

 

Non vi anticipo nulla su CHI lo utilizzerà a breve, quale multinazionale probabilmente lo produrrà in migliaia – spero milioni – di copie e cosa sarà legato ad esso perché sono in atto trattative senza precedenti.

Posso solo dire che il NON SAPERE per mezzo di questo piccolo pezzettino di cartoncino colorato ha le ore contate.

Da una parte le 10 regole d’oro Internazionali per riconoscere un gioco pericoloso, dall’altra consigli e gli oggetti inalati maggiormente.

 

A giorni “bollino blu” da Società Internazionali lo renderanno un monumento al combattimento del NON SAPERE.

 

Emozionatevi, come ho fatto io, nel guardarlo , gioite, come ho fatto io nel capire quanto sarà in grado di aiutarci a fare tante cose……

 

Nei prossimi giorni maggiori dettagli e novità.

 

Inutile dire che ho trovato gli sponsor che lo produrranno GRATUITAMENTE  il “Verificatore” per fare in modo che i GENITORI lo abbiamo nelle mani al piu’ presto.

, inutile dire che se nella vostra regione, provincia o città piace l’idea e vi sono sponsor importanti

 ( penso a grandi aziende), o assessorati ( come è accaduto in Puglia) che siano interessati al progetto cercheremo di allargare i partner interessati a dare questo strumento prezioso ed innovativo in mano a piu’ genitori possibili per proteggere piu’ famiglie possibili.

Con il Commissario della Cri della Regione Puglia Gen.Mazzone, e con  Mina Camposeo ( referente regionale PBLSD e Manovre) e con  la Dott.ssa Santa Fizzarotti ( Commissario Nazionale del Comitato Femminile) abbiamo presentato insieme il Progetto all’assessore alla Sanità della Regione Puglia che lo ha COMPLETAMENTE SPOSATO e lo farà pervenire a tutte le famiglie.

Un ottimo spunto su cui riflettere per le Vostre Regioni.

Questo è un patrimonio dell’Umanità e deve arrivare ovunque.

 

PS: queste foto sono del moke up e la versione definitiva sarà diffusa entro fine mese.

 

Marco Squicciarini

Medico Volontario della Croce Rossa Italiana

e…sognatore.

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La consegna

30 dicembre 2011 2 commenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“ La Consegna. ”

 

 

 

Quando tempo fa Claudia Vitale , quale responsabile dei Volontari della Croce Rossa del Policlinico Universirario Agostino Gemelli di Roma mi chiamo’ per aiutare l’ennesima bambina  in difficoltà di salute ed economica ero certo che non sarebbe stato un caso semplice.

Claudia mi chiama solo per casi speciali.Anche questo non faceva eccezione.

Fu cosi’ che conobbi la piccola ragazzina di 14 anni libanese , che era stata portata in Italia per salvarsi la vita.

Amputata la gamba, la chemio, la radio.

Sola, senza genitori ma accompagnata da uno zio, vive in un letto da tempo senza ricevere visite da amici, parenti, fratelli, sorelle.Ovviamente ..povera.

Per fortuna Claudia fa la spola ogni giorno e molte volontarie la coccolano.

Dopo aver lanciato la raccolta fondi con la quale abbiamo acquistato la sua gamba artificiale per farla camminare ( non avendo soldi  e non essendo cittadina italiana non poteva accedere al nostro SSN), credevo di aver concluso in parte il progetto, e tutto fosse concluso.

Non è cosi’.

Ogni volta che torno al Gemelli per altri bambini Claudia mi porta sempre a trovarla perché lei chiede una visita, un sorriso.

E’ cosi’ che quando ci rendemmo conto che grazie al PC poteva vedere i suoi amici lontani e i genitori chiesi aiuto ad Happy  Family e fu acquistato il primo PC e donato al reparto con chiavetta WIND illimitata donata proprio dalla WIND ( e non era la prima).

Il PC pero’ gira tutto il reparto e Mabroka invece ne avrebbe bisogno per piu’ tempo, per distrarsi e non pensare alla brutta storia, alla gamba amputata, alla chemio e la radio che l’hanno trasformata.

La Dottoressa Paglia che si occupa del reparto di Oncologia è andata in ferie ed ha portato via il PC per non lasciarlo incustodito.

Saputo questo e il fatto che Mabroka a breve sarà trasferita in una casa famiglia per finire la chemio di sei mesi appena finita la fase critica, ho chiesto agli amici di Happy Family di fare un altro strappo alla regola: donarle un altro PC , ma questa volta personale e con chiavetta illimitata per fare in modo che  possa sempre essere indipendente e quando tra poco lascerà il reparto continuare a vedere e sentire i genitori e gli amici lontani che rivedrà il prossimo anno quando sarà guarita e potrà tornare  a casa.

 

Allora ecco che Giorgio ieri no lavora, parte e gira per mezzo pomeriggio per acquistare il PC bianco , bellissimo a 17 pollici e poi a prendere l’ennesima chiavetta per farla navigare bene e veloce.

Stamattina passo a studio da lui a prendere il tutto.Ha preso anche una bella borsa che contiene tutto.

Prendo il tutto e mi convinco di fare velocemente  questa… consegna.

Prendo il PC lo porto li e poi vado via.

Quando arrivo nella sua stanza la trovo che dorme, attaccata alla flebo stà facendo chemio,è molto affaticata, mi dice la caposala.

La svegliano, anche se non volevo, perché ci teneva a salutarmi.

Claudia è al mio fianco e insieme ci avviciniamo, dopo aver salutato lo zio.

Lei apre gli occhi e sorride, ma è un sorriso stanco, provato.Non sembra un sorriso da bambina.

MI dico tra me e me pensando a mia figlia che ha la stessa età che questa ragazza avrebbe avuto diritto ad un “altro sorriso” , pieno di forza , di energia , di voglia di vivere la sua età: 14 anni.

Da poco capisce  a tratti la nostra lingua, le chiedo come stà, e lei mi dice non tanto bene.Oggi male. La chemio è dura e stronca anche una ragazza di 14 anni cosi’ forte.Raccoglie le sue forze e si siede sul letto, le faccio aprire il computer e lei sorride.

Un sorriso debole,ma pieno di riconoscenza e felicità.

MI abbraccia e mi da un bacio sulla guancia.

La stringo.

 

Cosa dire ?

 

 Nulla.

 

In un attimo senti il peso di quello che si fa, senti la forza  enorme dell’amore che dai e che ricevi, senti l’importanza di un gesto, senti la ricompensa per l’impegno, senti il bene, senti quello che ti riempie il cuore, perché questa ragazza ora non si sente sola. Sa che ha degli amici e che non la lasceranno.

Ora piu’ che mai.

La saluto con la promessa di rivederci.Salutiamo lei e lo zio.

Con Claudia  usciamo , ma non è finita.

 Incontriamo nel corridoio la mamma del piccolo Leonardo, un bambino di 11 anni che stà per volare in cielo dopo  tante cure.

I genitori ci tengono a ringraziare la Croce Rossa perché l’ultimo desiderio che aveva espresso era di andare a San Pietro e lo abbiamo portato lo scorso  mese.Poi dovevamo organizzare per portarlo a casa, per l’ultima volta ma…si è aggravato.

Ora è li un una camera , con i giovani genitori venuti dall’abruzzo distrutti.

Mi raccontano che fino a un anno fa era un ragazzo normale e che stava giocando a pallone poi…all’improvviso un malore.

La corsa in ospedale ,la TAC….il resto.

IL “resto” è una storia da incubo, di quelle che non puoi credere, che arrivano ll’improvviso in una vita normale e felice.

Senz apreavviso, senza motivo, senz aun perché.

 

Abbraccio i genitori e prometto loro di ricordare nelle mie preghiere il piccolo Leonardo.

Riesco solo a dire ed esprimere un pensiero: secondo me, certi bambini sono angeli che scendono dal cielo per portare del bene, sono bambini speciali che finiscono il loro ciclo su questa terra e lasciano anche amore.

 

Racconto di una signora che dopo la perdita improvvisa del figlio giovane ha aiutato per tutta la sua vita tanti bambini malati e le loro famiglie. A volte possiamo non capire, alcune cose sono piu’ grandi di noi.

Non vi è altra spiegazione.

 

Gli sguardi  distrutti, rassegnati, con un dolore incommensurabile che ti penetra dentro, che entra negli occhi , arriva al cuore e resta nella mente…credo per sempre.

Certe cose, certe storie, certi sgurdi non li dimentichi.

MI accompagno verso l’uscita con la caposala  Lucia  e l’abbraccio forte.

E’ una signora bassa e molto corpulenta, con un viso rassicurante, con uno sgurdo potente e forte, ma dolce al tempo stesso.Gli dico che lei è un angelo e che per fare certi lavori bisogna arrivare dal cielo con una”Missione” …precisa per aiutare il prossimo.

Lei mi sorride e dice di si. Mi dice che si, è una missione, che lei prima faceva l’insegnante, la supplente, la maestra, ma poi un giorno ha deciso di fare l’infermiera in un reparto di oncologia. E cosi’ è stato.Sono 20 anni.

Ha visto passare tanti bambini, tante famiglie, tante storie, ma è li e non molla neppure un attimo.

E, come dice lei, non ti abitui mai  a certe cose.

Ma lei, si vede, sa che il suo compito è assistere questi bambini ed aiutarli .

 

Esco dal reparto con un senso di ottundimento, di torpore, di dolore, di tristezza ….esco e rifletto sull’importanza dei nostri giorni passati “sani”, e di come uno ci si abitua, e del fatto che se hai una famiglia e domani sera farai un brindisi, se la scorsa settimana davanti al camino hai passato un buon  Natale, se la prossima settimana tornerai a lavorare…sei fortunato e devi essere felice.

Ma queste cose ce le scordiamo, le rimuoviamo e cosi’ poi ti arrabbi per stupidaggini, litighi , pensi che le cose vanno male.

No , no è cosi’.

Ed io che pensavo che questa mattina avrei dovuto fare “solo” una semplice consegna , una consegna di un semplice computer.

 

Ogni volta è una emozione, una riflessione, e allora quando esci e vedi il sole che passa attraverso l’albero che è davanti all’ingresso dell’Ospedale e vedi il cielo azzurro  e …dici grazie, come se fosse un regalo meraviglioso,come se ora, a tratti , comprendi il senso di questa giornata, di questa vita, di queste esperienze.

E allora ti riprometti di tenere queste emozioni, queste sensazioni, questi pensieri, in un posticino della tua mente, e di coltivarle e cercare di non scordare mai il senso profondo  e vero della tua esistenza.

 

Oggi è una bella giornata, c’è il sole, e sono contento di essere stato qui.

Torno a casa e mi preparo al fine settimana ed al capodanno con una strana sensazione di maggiore completezza.

 

E spero che questo strano e forte senso di  comprensione e completezza dei miei pensieri mi accompagni per piu’ tempo possibile, facendo  uno sforzo per non dimenticare.

E pensare che pensavo fosse solo una…consegna.

 

 

Marco Squicciarini

30 dicembre 2011

Categorie:AREA BIMBI

Il dubbio…

21 dicembre 2011 Lascia un commento

Quotidianamente ricevo ringraziamenti per il grande lavoro fatto per il progetto MAnovre Disostruzione, diversi anni impiegati  per diffondere manovre semplici quanto efficaci.

Ogni tanto qualcuno fa affermazioni incomprensibili del tipo: “non servono ” oppure ” tanto ne muoiono pochi all’anno sono solo 50 bambini” , oppure ” questi istruttori sono troppi e non servono “, oppure ” ti sei creato la settima componente”, io invece dico che non solo questo progetto incarna la VERA Croce Rossa con circa 4000 istruttori in 40 mesi formati ed INTERCOMPONENTE, ma ha creato un ORGOGLIO di appartenenza, ha rinnovato l’entisuasmo, ha riempito il cuore di tanta gente.

Sull’utilità del progetto c’è poco da discutere, sull’indotto economico …pure ( fatturato raddoppiato ovunque sulla formazione pediatrica e non solo) , sulla eticità ….inutile dirlo, ma ancora oggi ci sono dei perplessi sulla grande operazione del PBLSD e MDPED.

Ecco…dedico a loro la lettera di questa neo-dottoressa in medicina che è anche istruttore di Manovre e che mi ha scritto una lettera che , a parere mio, ha tutti i contenuti morali, sociali, etici ed appassionanti del progetto stesso.

Ringrazio VAleria per questo meraviglioso regalo che mi ha voluto fare, anzi….che CI HA VOLUTO FARE.

NOn fermiamoci MAI e continuaiamo tutti a fare INFORMAZIONE.

Io a un certo punto potro’ anche sparire dalla scena, come qualcuno auspica, ma questo progetto è oramai consacrato alla storia.

Grazie VALERIA !!

 

Marco Squicciarini

 

 

Carissimo dottor Squicciarini…oggi durante il tirocinio in Terapia Intensiva Pediatrica come studentessa di Medicina, non ho potuto fare a meno di pensare al progetto MDPED e PBLS e a come la sua idea sia nata proprio dopo aver visitato reparti come questo. Le parlo del bimbo che ho conosciuto questa mattina, non come un caso clinico, ma come quello che è prima di tutto…un bambino. Oggi ha tre anni e tutto è iniziato quando un giorno esce a giocare nel giardino di casa insieme alla sorellina…la piscina nuova è appena stata costruita e manca ancora qualche dettaglio, tra cui le barriere protettive per i bambini…dopo poco tempo i gienitori dei due bimbi escono a chiamarli per il pranzo ed è lì che nella piscina vedono galleggiare una palla e poco distante, riverso nell’acqua, il corpicino del loro piccolo…da qui la chiamata al 118, l’elicottero, l’intervento del rianimatore che riesce a ripristinare il ritmo nel piccolo che è già in arresto cardiorespiratorio…un intervento salvifico sì, perchè oggi il piccolo è vivo…ma questo spendido bambino di soli tre anni che oggi mi sono trovata a conoscere, in seguito all’annegamento e all’anossia conseguente, oggi è tetraparetico e disfagico, con crisi convulsive e incapace di comunicare con il linguaggio verbale…scruta il mondo con uno sguardo fisso, come se in realtà non interagisse con l’ambiente che lo circonda…eppure quando la mamma lo chiama per nome sorride…spetta ai medici capire se si tratti di risposte finalizzate agli stimoli o di rflessi casuali…quello che ho pensato io e il motivo per cui ho deciso di raccontarle questa storia, è che ancora una volta si arrivati troppo tardi…la medicina può fare miracoli, io credo fortemente in questo che è il lavoro che ho scelto di intraprendere nella vita, ma so bene che non sempre riesce ad arrivare in tempo…ecco perchè sono felice di far parte come istruttrice del suo progetto ed ecco perchè la ringrazio…perchè forse se lo splendido bambino che ho incontrato oggi fosse stato rianimato nei primi minuti dall’arresto, tutto sarebbe stato diverso…sapere come intervenire in emergenza è importantissimo, ma ancora più importante è capire che l’emergenza non nasce quando l’ambulanza arriva sul posto…nasce prima…ed è proprio in questo “prima” che dobbiamo riuscire ad intervenire oggi…insegnando alle persone cosa fare…l’unica cosa che deve fare paura è il non sapere…l’unica cosa che deve far paura è dover cercare di capire se, dietro alle smorfie di dolore, il sorriso di un bimbo di soli tre anni è casuale o consapevole…quando in realtà proprio questa dovrebbe essere la sua caratteristica e la sua forza…il suo sorriso…grazie…Valeria

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“Io per Natale vorrei….”

19 dicembre 2011 Lascia un commento

“ Io per Natale vorrei…… “

 

 

Da tempo insieme ad alcuni Amici Volontari aiutiamo diverse case famiglie di Roma e dintorni.

Per chi non lo sapesse la “Casa Famiglia” è il nuovo nome dell’ Orfanotrofio ( non piu’ in essere) e sono cambiate le modalità di inserimento, il tipo di nome MA i ragazzi senza genitori sono sempre li, e purtroppo per un motivo o per l’altro ci sono sempre.

Una casa famiglia in particolare ha diversi ragazzi : o senza genitori ( ma con tutor) o con i genitori in galera o morti.

 

Quando cadono per terra non c’è la mamma che li rassicura, che li accarezza, anche se sono trattati benissimo, ma quando non hai la Mamma…non ce l’hai.

Il Natale per  loro è un momento molto duro, è il momento in cui le famiglie bene o male si riuniscono, è un momento per alcuni doloroso.

 

Quest’anno evidentemente hanno pensato che io avessi un rapporto stretto con Babbo Natale, tanto da scrivere a me invece che a lui.

A questo punto non posso deluderli e in qualche modo, oltre a trovare i regali che ogni anno portiamo in ogni reparto pediatrico dei 7 ospedali di Roma il giorno 24 con Happy Family Onlus e molti altri amici ( come facciamo da anni), credo che dovro’ fare gli straordinari.

 

Come al solito utilizzo gli Amici di FB per cercare di fare qualcosa per gli altri, per cui chiedo a tutti se qualcuno di Voi puo’ aiutarmi a far sorridere questi bambini:Manuel, Luka,Kerolau,jessica,Giulia, Gianluca,Raoul,Nico,Mattia,Massimiliano,Saverio, Simone,Francesca,Davide,Beatrice,Sirya vanno dai 6 ai 12 anni, ed hanno fatto numerose richieste.

Eccole:

 

 

Manuel -7 anni : Scarpe con le rotelle misura 35

 Luka – 11 anni, gioco per la WII Mario PICO

Kerolau – 6 anni: scarpe rotelle misura 21, monopattino,sacco a pelo

Jessica-12 anni: scarpe trainer37,gioco x wii mario bros, scarpe rotelle 37(grigie strisce rosa o viola

Giulia -11 anni: scarpe trainer 37, scarpe rotelle 37,nintendo 3 d

Gianluca 11 anni :    sacco a pelo, scarpe rotelle numero 40

Raoul – 9 anni : scarpe rotelle 37 e una bici per bambino di 9 anni

Nico – 12 anni :gioco wii arrancin creed, DVD dei PUFFI

Mattia – 10 anni: monopattino,freccette con punta,skate,pattini 10 anni

Massimiliano –  9 anni:       anni 9 una bici un pallone un paio di pattini

Saverio: – 6 anni  gioco della Play BEN 10, GORMITI, CRICETO

Simone – 7 anni : elicottero che vole,bicicletta, scarpe con rotelle, PSPP

Francesca – 10 anni: nintendo 3 ds, bici nuova,una barbi

Davide: – 12 anni gioco play2 SAN ANDRIA,tuta Barcellona, trainer II

Beatrice – 7 anni: vestito da principessa,lavagnetta per disegnare,collana colorata

Sirya – 10 anni: paio pattini nuovi 38,sacco a pelo, skate a due ruote

 

Chi è disponibile a donare NON SOLDI ma qualcuno di questi regali mi puo’ scrivere una email a:

marco.squicciarini@cri.it ed io cerchero’ di organizzarmi per raccogliere tutti i giochi e farglieli avere prima del 25 Dicembre.

Chi invierà un gioco riceverà una lettera di ringraziamento dal responsabile della casa famiglia Sig. Domenico

Grazie a tutti

 

Marco Squicciarini

 

 

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Il figlio di nessuno…

11 dicembre 2011 Lascia un commento

Quando ero piccolo  mia madre era solita rimproverarmi quando facevo qualcosa di sbagliato, e mi ricordo tutto come fosse ora.Tanti erano i modi di farmi capire cosa sbagliavo e come.Insegnamenti che ho portato , e porto, con me  da sempre, e che cerco di passare ai miei figli ( non sempre ci riesco).

Uno in particolare risuona ancora oggi nella mia mente.

Ogni qualvolta mi trovava in disordine usava dire ” sembri il figlio di…nessuno”.

Un modo per farmi capire che ero ridotto maluccio, che i miei vestiti erano non appropriati o semplicemente che dopo un pomeriggio passato a giocare a pallone ero impresentabile.

Mi sono sempre chiesto chi fosse questo” figlio di nessuno”?

Ma chi puo’ essere figlio di Nessuno ?

Tutti sono figli di “qualcuno”.

A quarantanove anni ho scoperto e conosciuto chi è il figlio di “nessuno”.

Quando Claudia Vitale, mia Amica fraterna e responsabile dei Volontari della Croce Rossa del Policlinico Agostino Gemelli di Roma ( gruppo Roma Nord..il mio ), mi ha chiamato ieri sera a casa chiedendomi aiuto per un bambino, pensavo si trattasse del “solito” bambino o bambina malato che ,oltre ad avere qualcosa di grave, era nato con un altro torto: una famiglia povera.

E quindi già ero pronto a fare la mia prima domanda a Claudia: “ Vorrei lo status familiare di

questa famiglia con l’esonero dalle tasse per avere certezza che io mi trovi davvero dinnanzi ad un  bambino malato e anche povero.

Io poi da li mi attivo, pensai tra me e me.

Mi sbagliavo.

Il bambino oltre ad essere gravemente ammalato purtroppo a causa di una sindrome che non consente una vita del tutto normale ( la sindrome di CHANGE) era anche “figlio di Nessuno”.

E come è possibile tutto questo ?

Semplice, mi ha spiegato Claudia, abbandonato dai genitori ed adottato dal reparto.

La cosa grave è che ancora è nel limbo, le pratiche del Tribunale dei Minori sono partite ma lui a nove mesi non ha ancora una assegnazione,una famiglia, un tutore.

E’ appunto… figlio di Nessuno.

Questa mattina mi sono svegliato presto, mi sono messo la mia divisa di Croce Rossa e sono partito alla volta del Reparto di Chirurgia Pediatrica del Gemelli.

Claudia mi aspettava  come al solito , al Pronto Soccorso.

Siamo saliti insieme al 5 piano e siamo stati ricevuti dalla vice-capo sala Signora Sabrina.

Mi anticipava Claudia, che nei reparti pediatrici si è sparsa la voce di come abbiamo risolto l’acquisto dell’arto artificiale della bambina di 13 anni libanese che,essendo sola senza genitori e povera , non poteva  camminare senza arto e nessuno glielo comprava.

Grazie ai miei 9500 amici di Facebook a cui avevo chiesto aiuto, avevamo raggiunto la cifra ed acquistato l’arto.

Quindi hanno pensato che questo caso rientrasse tra quelli gravi e di assoluta povertà.

Assolutamente SI !

La Signora Sabrina è una bella persona con un sorriso grande e ci accoglie con gentilezza ed Amicizia.

Mi presenta questo “fagottino” di nove mesi, ma ne dimostra quattro ( un altro problema legato alla sindrome di CHANGE).

Dorme tranquillo, e mi dice Sabrina che non ha chiuso occhio tutta la notte a causa anche della “atresia esofagea” di cui è stato anche operato ma che continua a dargli piccoli problemi di respirazione.

Mi spiega guardandolo con Amore che oltre ad avere un grave ritardo motorio,un deficit importante alla vista,l’atresia esofagea,un ritardo nella crescita ha anche un grave problema di udito.

Se entro i 12 mesi non si applicano delle protesi acustiche ( cioè entro la metà di Febbraio 2012) resterà sordo per tutta la vita perché poi non potranno mettere le protesi “cocleari” che gli potrebbero permettere di sentire per il resto di tutta la sua vita.

Lui è piccolo e dorme in un lettino, probabilmente in un grande silenzio ( visto che non sente) e non ha una mamma , un papà che vanno in giro a chiedere per lui, non hanno genitori che si rivolgono alle autorità , alle ASL, a qualcuno ricco per farsi comprare le protesi acustiche e garantire che possa sentire.

Non ha nessuno.

O forse si….

Le infermiere del reparto lo hanno adottoato ed alla fine del loro turno badano al piccolino, poi hanno contattato una Volontaria tramite i servizi sociali che ogni mattina viene da ostia per accarezzarlo, tenerlo in braccio e controllare che non abbia rigurgiti e che stia bene.

Gli fanno sentire il calore e l’amore e …non lo fanno sentire solo.

Addirittura la capo-sala lo porta in giro con se non appena puo’.

Non vi sono posti letto e cosi’ è stato messo in una stanza dove si danno il cambio per aiutarlo.

Claudia nel suo giro per i reparti dell’ospedale ha incontrato Sabrina che gli ha chiesto aiuito, lei mi ha chiamato ed eccoci qui.

Tutti insieme davanti a questo piccolo bambino, nato malato e ..solo.

Allora penso a tutti i bambini che a Natale riceveranno doni, giochi , giocattoli,cose belle… e poi penso a questo piccolo che , forse, se potesse parlare non chiederebbe un gioco, ma se potesse parlare , se potesse pregare sono certo che chiederebbe a tutto il mondo, a tutti quelli che possono….. di poter avere una vita “quasi” normale.

Di poter sentire la voce amorevole di chi gli siede accanto e lo accarezza con tanto amore anche se non è suo figlio,le dolci musiche che si fanno sentire ad un bambino piccolo per farlo addormentare, e poi forse, vorrebbe sentire la voce di chi gli vorrà bene, di chi gli insegnerà a parlare, di chi lo assiterà, di chi gli insegnerà  a  scrivere ed a …vivere.

Allora mi fermo e penso. Penso a quanto sono fortunati ii miei figli, ed i figli dei miei amici che stanno bene penso a tutti i bambini di nove mesi nati sani con genitori che li amano e si prendono cura di loro, con l’amore vero che solo un genitore puo’ sentire, con l’amore di chi ti vuole bene davvero.

Ed è un tutt’uno nel visualizzare le protesi acustiche nelle mie mani.

Prendo per mano la Signora Sabrina e le dico che io non ho la bacchetta magica, non sono miliardario ma ho una cosa ancora piu’ importante: tanti Amici con cui condivido un cammino.Ho una cosa che non si puo’ comprare, ho la credibilità di chi ha deciso ad un certo punto della propria vita di utilizzare la rete di persone perbene che conosce  per aiutare gli ultimi.

E questo, credetemi, è l’ultimo degli ultimi.

Spiego a Sabrina come faccio a fare questi che io chiamo”piccoli miracoli” dei giorni nostri: SCRIVO.

Scrivo cio’ che provo, comunico le emozioni e quello che vedono i miei occhi e quello che sente il mio cuore, per fare in modo  che anche chi è lontano…sappia.

Nulla di piu’.

Poi chiedo quello che serve, ma lo chiedo dopo che Lei mi avrà dato il preventivo delle protesi acustiche.

Poi chiedo disponibilità a partecipare: 20 euro ?40 euro ? 90 euro? 100 euro ? va bene tutto. Piu’ siamo e meglio è.

Ma io non tocco soldi,non mi piace, ed ho trovato un modo per raggiungere l’obiettivo in maniera sana.

Ad una email della caposala perverranno le disponibilità di chi vuole fare il PIU’ BEL REGALO DI NATALE DEL MONDO al nostro piccolo “FIGLIO DI NESSUNO”.

Quando avremo raggiunto la cifra, ad ogni persona verrà indicato l’IBAN della società che si occupa di realizzare la protesi acustica per lattanti che l’Ospedale mi indicherà.

Ed il giuoco è fatto.Saremo credibili, saremo uniti e saremo in tanti per aiutare un piccolo bambino che forse non a caso è arrivato nella mia e nella Vostra vita .

Sabrina si è messa subito in moto per farmi arrivare questo documento .Mi rilascia la solita documentazione che chiedo sempre: una relazione firmata dal medico responsabile dell’Ospedale e del reparto pediatrico.

Non lascio nulla al caso.

Esco e salgo in moto e vado verso casa.

Il cielo è grigio, forse oggi pioverà, ma io vedo il sole e sono felice.

Ma chi me lo avrebbe detto che il mio percorso, nato in maniera diversa in tempi non sospetti, mi avrebbe portato ad incontrare tanti bambini, tante famiglie, tanta sofferenza ed in modo cosi’ articolato e profondo.

Ma questi accadimenti continuano a mettere sulla mia strada tante persone meravigliose senza le quali io non potrei fare nulla:Claudia, Felice, Michele, Nicoletta, Sonia,Maria Grazia, Katia, Andrea,Emanuele, Giancarlo,Manuela,Viviana,Simona,Mirko,Jacopo,Aldo,Francesco,Salvatore,Gigliola,Nicola,

Giovanni,Giordana,Luca,….sono tantissimi e sono tutti li a lavorare non pagati da nessuno , non sorvegliati o stimolati da alcuno per fare una cosa semplice che sentono dentro: aiutare chi non ha altro modo per sopravvivere se non tramite il nostro aiuto.

E tutto prende un senso,anche in questa giornata grigia,con questo traffico,in questo tempo in questa città, in questo momento.

E penso ancora che tutto cio’ che rimarrà sarà il segno che lasceremo nella vita di queste persone, che a loro volta andranno in giro pensando o raccontando che questo mondo alla fine non è cosi’ male come molti vogliono farci credere.

Grazie per cio’ che potrete fare o che vorrete fare per donare un Natale diverso a questo piccolo, e quest’anno a mezzanotte del 24 dicembre pensate che sarete stati una piccola parte di un bimbo che attraverso di voi in un certo senso…è RINATO.

Marco Squicciarini

Medico  Volontario ( Orgoglioso) della Croce Rossa Italiana

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Il mosaico della vita

13 novembre 2011 Lascia un commento

 

 

 

 

 

 

IL MOSAICO DELLA VITA

( dedicato al piccolo KLED )

 

Era sera quando squillò il telefono per la prima volta per un’altra richiesta di aiuto.Il mio caro Amico Michele S. ( pediatra di emergenza di un noto ospedale pediatrico a Roma) mi comunica che un bambino in Albania ha avuto un incidente gravissimo: gli hanno sparato in faccia.

Ha circa 10 anni e stà morendo.

La segnalazione è arrivata tramite un ragazzo che ha lavorato tanti anni con SAVETHECHILDREN e non sanno piu’ a chi chiedere aiuto.

Iniziano subito le telefonate e le richieste.

Spiego loro che servono subito alcune cose:

 

–        referto di ingresso al pronto soccorso

–        copia della cartella clinica

–        relazione dei medici ( pediatra, chirurgo,trauma,maxillo,oculista )

–        immagini TAC prima e dopo il primo intervento

–        dichiarazione che è in pericolo di vita e che NON puo’ essere operato li’

–        copia dei documenti dei due bambini

 

 

 

Mi arriva TUTTO ( o quasi) e giro ad alcuni miei amici che si occupano di Chiurgia di Emergenza Pediatrica, parlo con un paio di Ospedali pediatrici a Roma, metto in moto Claudia Vitale.

Arrivano diverse disponibilità, ma da subito si appalesa un problema: sono EXTRACOMUNITARI e non sono coperti dal SSN.Mentre cerco di capire come fare, mi arriva la telefonata dello zio che parla italiano.Parla al telefono e piange, mi racconta che per sbaglio il fratello giocando con il fucile da caccia fa partire un colpo che lo prende in faccia: non vi posso dire cosa ho provato guardando le fotografie che mi hanno inviato e che – ovviamente- no posso pubblicare, ma mi sono sentito male per qualche ora.

Lo Zio chiede aiuto per il nipote perché – mi dice- li non sono in grado di ricostruirgli la metà della faccia che ha perso.

 

Attacco con lui e chimo Giovanni Kheraui che si mette subito a disposizione con la squadra, prima ancora chiamo il Dott. Ulrico Angeloni ( direttore Nazionale Sanitario della CRI) che immediatamente diventa parte attiva della rete che inizia a formarsi.

 

Chiamo Roberto Malini e Matteo Pegoraro di EVERYONE per avere supporto legale a livello internazionale.Subito alcune domande:

 

–        come possiamo aiutare qualcuno no italiano a salvare la vita del figlio ?

–        chi copre le spese ?

–        cosa prevede la legislazione internazionale ?

–        possiamo applicare le procedure che abbiamo utilizzato per glia ltri bambini che abbiamo seguito insieme ?

–        il caso del trapianto di milano che ha seguito Mirko Damasco e che ha salvato la vita ad una ragazza puo’ essere di aiuto ?

 

 

Molte domande…poco tempo.

Mentre arrivano le prime informazioni .

Matteo Pegoraro mi informa che Una volta che un bambino è in pericolo di vita ed è in Italia o non può ricevere cure in patria, subentra sempre la Convenzione di New York:

 

http://db.formez.it/progettiformez.nsf/tutti/A23A174F002C11EEC12571630038D98E/$file/Minori%20stranieri.PDF

 

Mentre inizio a capire come orientarci accade una cosa che ha dell’incredibile:

Squilla il telefono e mi chiama lo Zio per darmi maggiori informazioni, ma contestualmente squilla l’altro telefono.E’ una mia amica Nicoletta, lavora presso un grande Ospedale Romano – ma lo scopriro’ dopo.

In realtà mi chiama perché il figlio vuole diventare volontario da diverso tempo ma non riesce a trovare il canale giusto per presentare la domanda.

Mi chiamava per ingraziarmi perché alla fine ci è riuscito.

Mentre ci salutiamo le chiedo : “ma tu dove lavori ?”, lei mi dice “ in una grande azienda ospedaliera e mi occupo di stranieri malati , operazioni internazionali e bambini, e riesco ad aiutarli con una convenzione con l’OMS a cui la mia azienda ha aderito “.

 

Luce, ho visto tanta luce …tutta insieme.

Io sono credente, ma anche non molto praticante, ma ci sono delle volte dove devi fermarti e riflettere.

Questa è una di quelle.

Dentro di me ho detto DIO ESISTE, e questa è la PROVA.

 

Inizio a parlare con Nicoletta e le chiedo subito se mi puo’ aiutare, lei immediatamente si mette in moto.

Pratica aperta dal loro ufficio, presentata in regione la richiesta urgente, le spese saranno coperte dalla convenzione con l’OMS ed il bambino NON MORIRA’.

 

Lunedi’ si riunisce la commissione che delibererà il tutto.

Addirittura mi fa chiamare dall’avvocato dell’Azienda che mi supporta e mi scrive immediatamente una email che mi apre il cuore:

 

 

  “ Da: Stefano G. Inviato: venerdì 11 novembre 2011 9.37 A: marco.squicciarini@alice.it Cc: Oggetto: cure mediche minore K. L. gentile Commissario Squicciarini, ho preso contatto con il Chirurgo Maxillo Facciale pediatrico che, per poter programmare il ricovero, necessita delle immagini tac eseguite durante il ricovero. Se fosse possibile, dovreste inviare via posta elettronica le scansioni in mattinata, in quanto se il prof è d’accordo rilascia la disponibilità alle cure immediatamente  e io invio tutto in Regione nella giornata di oggi. Questa urgenza è dettata dal fatto che oltre ad anticipare le cure al piccolo L., lunedi 14 c.m. si riunisce la Commissione Medica in Regione che autorizza la copertura delle spese di ricovero e se saltiamo questo appuntamento andiamo alla prossima riunione che si terrà alla metà di dicembre. Ho tentato di telefonare in ospedale in albania per chiedere loro direttamente le copie delle immagini, ma credo che ci siano dei problemi sulla linea. In attesa di un positivo riscontro   Stefano G.”

 

Comprendo da subito che esistono “strade sconosciute ai piu’ “ che possono FARE LA DIFFERENZA in un soccorso sanitario INTERNAZIONALE che puo’ salvare la vita ad un bambino,

 

In pochi sanno che esistono queste convenzioni, in pochi – pensavo tra me e me- hanno a disposizione questi strumenti sconosciuti ai piu’.

 

Lunedi’ la pratica viene definita, le nuove immagini della TAC del massiccio facciale e le radiografie dei polmoni sono in viaggio oggi.

Chiamo subito Francesco ROCCA per chiedere un trasporto internazionale e lui si mette subito in moto.

MI chiede una relazione con supporto di documentazione dell’ospedale con la certificazione che il bambino è in pericolo di vita e che li morirebbe.

Stiamo lavorando sempre in piu’ persone, ma non perdo la fiducia.

La “rete di solidarietà” si allarga.

Ho come la sensazione di essere “ aiutato” da Qualcuno.

Non credo alle coincidenze, non credo alla fortuna, credo agli auomini di buona volontà che adoperano se stessi e tutto cio’ che possono fare, ma che tutto questo non basta, serve altro.

LA FRANCE ha scritto una frase bellissima che recita: “ IL CASO  E’ LO PESUDONIMO CHE USA DIO QUANDO NON VUOLE FIRMARSI PERSONALMENTE “

 

Nulla di piu’ vero.

 

Non ho in tasca la soluzione di tutti i problemi, non dispongo di milioni di euro da usare per aiutare il prossimo , ma ho qualcosa di molto piu’ importante: molti amici,tante persone che CREDONO in un mondo migliore, tanta gente che crede che se tuo figlio stà bene a casa al calduccio e gode di ogni confort NON hai il diritto di girarti dall’altra parte se un bambino povero stà per morire e TU puoi adoperarti per aiutarlo.

Non ho la bacchetta magica, ho anche diversi nemici detrattori che lavorano spesso per offuscare il lavoro sano di chi invece aiuta il prossimo e lo fa col cuore.

 

Combatto per questi bambini e per dimostrare che le persone oneste, di buona volontà e animate di un profondo senso di amore verso il prossimo spesso…da sole possono fare dei piccoli miracoli.

 

La battaglia non è ancora finita, non ho ancora messo insieme tutti i pezzi di questo puzzle, non ho ancora la certezza che alla fine questo mosaico riuscirà ad essere finito , non ho la certezza del successo ne tantomeno del fatto che questo bambino potrà farcela, ma …ci metto tutto me stesso e spero che altri possano pensare di aiutarmi a fare bene.

Qualcuno mi ha detto “ e quando arrivano dove li metti ? Chi penserà a loro ?

Non mi preoccupo piu’ di come ma SOLO del COSA devo fare.

Chiedero’ a Grazia Passeri di Salvamamme di aiutarmi per i vestiti e il cibo. Chiedero’ al Comune di cercare una casa, se non la trovero’ li cerchero’ con Claudia Vitale una onlus che sostiene genitori di bambini poveri in fin di vita, non so chi mi aiuterà , ma so’ che ce la faro’.

 

E’ domenica, e ho appena scritto ad due ragazzi eccezionali che lavorano per SAVETHECHILDREN che mi stanno dando consigli: emanuele e giancarlo.

Chiedo a loro per avere ulteriori  consigli, chiedo a Roberto Malini ed a Matteo Pegoraro di scrivere tutto , di creare tutti insieme dei documenti di orientamento che  possano poi in futuro essere usati da altre famiglie colpite da terribili problemi sanitari.

E’ di ieri la telefonata di Giovanni Kheraui dove mi confermava che il piccolo abmbino che abbiamo fatto venire in Italia grazie ad Everyone per un grave tumore del midollo che era destinato a morte certa ha trovato il  donatore e farà il trapianto a breve.

 

Tutto allora, dopo milel difficoltà prende un senso, ed allora non senti piu’ tutta quella stanchezza, tutto il tempo che hai usato a pensare , a chiamare, a credere di potercela fare.

E ti scordi delle paure di insuccesso e inizi a credere.

Credere che a volte accadono piccoli miracoli, sono i miracoli dei nostri giorni e per me rappresentano una linfa vitale che ha iniziato da qualche anno a dare un senso profondo alla mia vita e a quella – credo- di coloro i quali condividono con me e con famiglie disastrate dal dolore  perscorsi fino a qualche anno fa per me…inimmaginabili.

 

Chiedo a chi ci crede una preghiera per questo piccolo, chiedo a chi non crede un “buon pensiero”.

Andiamo avanti su questo percorso che, sono certo, darà buoni frutti.

 

E concludo con un sogno.

Sogno una rete nazionale ed internazionale di persone perbene che possano TUTTE INSIEME mettere se stessi, le proprie forze, le proprie conoscenze per fare in modo che NESSUN bambino al mondo possa perdere la vita perché qualcuno non conosce una convenzione, perché qualcuno non conosce la persona giusta, perché qualcuno …ha smesso di credere.

 

Sognare non costa nulla, e qualcuno tempo fa ha scritto una frase che è diventata il mio credo :

“ se lo puoi sognare…lo puoi fare”

 

Marco Squicciarini

 

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